Anziani e sessualità

Anziani e sessualità


Sessualità e vecchiaia può sembrare un connubio difficile, invece non è così. Parlare di sessualità, in riferimento ad una età avanzata, fa scattare tutta una serie di luoghi comuni o stereotipi, i quali però spesso sono smentiti proprio dalla realtà.

L’argomento infatti necessita di un’attenzione e di un approfondimento che possono rivelare tendenze inaspettate.

Per approfondire, occorre in principio considerare alcuni dati inequivocabili. Con la vecchiaia, sia l’uomo che la donna assistono ad un cambiamento radicale del proprio corpo. Dal punto di vista estetico poi alcune modifiche sono evidenti: rilassamento graduale dei tessuti, aumento delle rughe, variazioni di peso.

Tutto ciò può incidere sulla propria percezione di desiderabilità. Inoltre, ogni momento della vita può diventare più lento, anche nella sfera sessuale. Potrebbe essere necessario più tempo per raggiungere il massimo del piacere.

Nello specifico, in menopausa la donna può riscontrare secchezza vaginale, una diminuzione del flusso ematico ed un decrescere del desiderio sessuale, oltra ad insonnia, sudorazione e cambiamenti d’umore.

Ansie, imbarazzi e vergogne insorgono poi sia nella donna quanto nell’uomo, che non ha più le stesse caratteristiche e prestazioni fisiche di quando era giovane. L’insieme di questi fattori influisce nella ricerca del mantenimento della propria vita sessuale.

Tali cambiamenti non devono però allontanare la sessualità dalla vita quotidiana delle persone anziane, ma dovrebbero soltanto modificarne la percezione e l’ambito di piacere. La passione dovrebbe prendere altre vie, come ad esempio, rendersi più emotiva e meno prestazionale.

Ciò può avvenire in quanto il corpo, comunque, non perde la capacità di provare sensazioni. Per questo motivo, proprio la dilatazione del tempo a disposizione necessaria per ottenere l’orgasmo, dovrebbe aiutare ad esplorare nuove dimensioni di piacere.

Carezze, sguardi, piccoli gesti, considerazione di nuove zone erogene, sono tutti elementi che dovrebbero quasi sostituirsi alla necessità di mostrare la propria prestanza fisica la quale, inevitabilmente, non è più quella degli anni precedenti.

Il sesso è un bisogno e riuscire a mantenere attiva la propria sfera sessuale è importante, in quanto essa influenza il benessere ed anche la longevità. Le persone soddisfatte della propria sessualità sono meno soggette all’ansia, alla depressione, ai disagi, alle cefalee.

Solo dopo i 75 anni, si assiste ad un evidente declino della sessualità nelle persone anziane. In genere, questo è dovuto all’insorgenza di malattie somatiche che vanno ad interferire anche nella vita sessuale.

La sessualità negli anziani quindi non deve essere inibita da fattori psicologici, come la vergogna di provare ancora desiderio, legata all’impossibilità di procreare, ma anzi, essa andrebbe sempre più riconosciuta come un impulso del tutto naturale e indice di salute psico-fisica.

Sentirsi desiderati e desiderabili aiuta ad affrontare la solitudine, le preoccupazioni, anche i momenti di malessere legato all’insorgere di malattie.

In vecchiaia, occorre saper accettare i propri cambiamenti e quelli del partner, accogliendo e rinnovando però la necessità di sentirsi capaci di provare piacere all’interno del proprio rapporto di coppia, che ha tutto il diritto di esistere e continuare a rinnovarsi sempre.



Pietro Rossini

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Sono un Operatore Socio Sanitario e mi dedico con passione alla cura e all'assistenza degli anziani che spesso vengono dimenticati e talvolta emarginati.

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