Come gestire l’aggressività dell’anziano

Come gestire l’aggressività dell’anziano


Prendersi cura di una persona anziana significa riuscire a gestire anche i momenti più complessi, quelli in cui le reazioni della persona non sono del tutto positive.

L’anziano infatti può avere dei comportamenti aggressivi, per vari motivi. Quando sopraggiunge la sera, soprattutto nelle persone colpite dalla malattia dell’Alzheimer, si possono manifestare alterazioni nelle attività cognitive.

Si presenta in questi casi uno stato diffuso confusionale, unito all’incapacità di mantenere l’attenzione, alla disorganizzazione del pensiero e delle capacità di articolare un pensiero. A questo si aggiungono a volte anche deliri e stati di allucinazione.

Probabilmente, il passaggio dal giorno alla notte incide nella temperatura dell’organismo ed acuisce simili reazioni.

Al passaggio temporale poi, si uniscono altri fattori che potrebbero determinare l’aggressività nel paziente anziano. Ad esempio, è sempre opportuno che gli ambienti siano illuminati e che siano riconoscibili.

E’ difficile, per un anziano, adeguarsi ad un ambiente nuovo e non familiare, questo può provocare stati di ansia e quindi anche di aggressività. Inoltre, rumori notturni, risvegli non desiderati, possono causare disturbo e deliri di confusione.

L’attività fisica giornaliera può limitare al massimo tali reazioni, spesso imprevedibili e fuori controllo.

In ultimo ovviamente si può anche intervenire con la terapia farmacologica. In generale però, onde evitare che l’anziano possa vivere situazioni che gli scatenino rabbia, sarebbe opportuno non impegnarlo in attività o richieste nelle ore serali.

L’ideale è sempre organizzargli intorno situazioni tranquille, non rumorose e molto serene. L’insonnia non aiuta a smorzare l’aggressività, quindi sarebbe opportuno riuscire a far dormire sempre l’anziano, in maniera profonda e qualitativa.

In questo, l’attività fisica e il coinvolgimento in attività diurne distraenti e rilassanti è molto utile. Un bagno caldo può allo stesso modo riuscire a distendere eventuali tensioni fisiche, le quali poi si possono trasformare in sfoghi emotivi non controllati.

L’alimentazione gioca un ruolo importante. L’anziano deve seguire una dieta sana ed equilibrata, la quale non vada ad appesantire il metabolismo. Questo significa che non bisogna eccedere con i grassi, con gli alcolici e con tutto ciò che sia stimolante come caffè, the.

Sì invece alle bevande calde, come tisane oppure il latte caldo prima di andare a letto. Questo in modo tale sempre da fungere come elementi rilassanti.

Nel rapportarsi ad un anziano che stia dimostrando un comportamento aggressivo, l’importante è invece mantenere la calma. Un tono di voce che sia delicato, gentile, non impositivo, sicuramente permette di alleviare il moto di rabbia della persona anziana.

Inoltre sarebbe opportuno agire e rapportarsi sempre senza dimostrare alcuna fretta. Movimenti repentini, cambiamenti bruschi, spostamenti rapidi, creano un clima di tensione che l’anziano potrebbe non saper gestire e che potrebbero spaventarlo, scatenando poi la reazione di autodifesa aggressiva.

E’ importante poi che l’anziano possa sempre avere vicino una persona familiare di riferimento, in modo tale da poter essere rassicurato da chi lo conosce e sentirsi al sicuro.

Ovviamente, qualora in casa vi sia una persona anziana che tende ad avere atteggiamenti aggressivi, per prima cosa bisogna rendere l’ambiente privo di pericoli, garantendo una sicurezza per tutti coloro che si trovano a condividere la quotidianità con quella persona.



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