I familiari e la malattia

familiari e malattia dell'anziano


Quando si parla di ammalati, giovani o anziani che siano, troppo spesso ci si dimentica dei familiari sui quali grava il pesante compito dell’assistenza. In questo articolo vogliamo far luce su quelle che sono le dinamiche familiari quando in esse vi è la presenza di un anziano ammalato.

La malattia in generale rappresenta una minaccia alla vita, all’integrità fisica, alla sicurezza e alle relazioni. Il soggetto ammalato perde la sua indipendenza ed i familiari vengono coinvolti, loro malgrado, alterando gli equilibri della famiglia.

Quasi sempre sono i parenti più stretti – in particolare il coniuge – ad essere coinvolti e diventare “caregiver“. Quasi sempre la cura di un malato costringe i familiari a modificare le loro abitudini di vita compromettendo lo stato di benessere del nucleo.

Non è infrequente che i familiari nutrano collera o rabbia verso il familiare ammalato ma allo stesso tempo tendano a nascondere tale rabbia poichè considerata sconveniente e vergognosa nei confronti della società. Questo delicato equilibrio finisce spesso per portare il familiare a provare sensi di colpa per il suo stesso senso di collera nei confronti dell’ammalato.

In merito a quanto detto vogliamo spezzare una lancia a favore del/i caregiver affermando che è un fatto del tutto naturale provare rabbia verso il parente ammalato ed esternare questa sensazione (magari confidandosi con i medici o uno psicologo) aiuta ad esorcizzarla e a rielaborarla. Provare un sentimento di rabbia non significa rifiutarsi di aiutare l’ammalato ed è per questo che non vi è nulla di male nel provare questo sentimento. Un medico o un operatore qualificato saprà comprendervi e rassicurarvi nel giusto modo a tal proposito.

Aggiungiamo che, tanto più acuto ed improvviso è l’esordio della malattia del famialiare quanto più rapidi devono essere i tempi di adeguamento dei caregiver.

Occorre dire che ci sono famiglie maggiormente unite e famiglie tendenzialmente divise e le dinamiche familiari possono avere un loro effetto, positivo o negativo, sull’assistenza all’anziano ammalato. Le famiglie in cui è presente un ammalato devono pertanto riorganizzarsi e non c’è cosa migliore che farlo in modo sereno senza “pigliarsi per i capelli” cercando, per quanto possibile di essere coesi ed uniti.

La malattia può seguire varie fasi che sono:

  • La fase prima della diagnosi: in questa fase in genere si provano sentimenti di apprensione, preoccupazione e di ansia
  • Una fase cronica: la malattia si manifesta e noi siamo in grado di comprenderne le cause e l’evoluzione
  • Una fase che può essere terminale: in questa fase subentra la rassegnazione e spesso la famiglia si riunifica con il malato.

Tornando al caregiver occorre tener presente che esso è sottoposto ad una grande fatica fisica e mentale, spesso subentra una sensazione di inadeguatezza ed un peggioramento della qualità della propria vita. Il caregiver deve anche riorganizzare i propri tempi vitali, e può manifestare preoccupazione per il malato qualora non riesca a stargli vicino. Esso è anche provato per la constatazione del peggioramento delle condizioni di salute dell’ anziano ammalato (e della sua sofferenza), nonchè per una senzazione di obbligo nei confronti dell’ammalato.

Chi si prende cura di un ammalato è spesso a rischio burnout ed è quindi importante, per chi può, cercare di supportare ed aiutare il caregiver.

Infine è molto importante che gli operatori stiano a fianco del caregiver, aiutandolo e pianificando i vari step della malattia e le attività da svolgere in ogni momento.

Per concludere possiamo dire che chi si prende cura di un anziano o di un ammalato, in genere è un soggetto fragile e sottoposto a notevoli pressioni psicofisiche e se vogliamo fare qualcosa di buono aiutiamolo il più possibile e sosteniamolo nel difficile percorso!



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