L’anziano in ospedale

anziano in ospedale


Il ricovero dell’ anziano in ospedale rappresenta un evento traumatico sia per la scarsa capacità di adattamento che della sua fragilità.

Le cause più frequenti di ospedalizzazione sono legate ad improvvise malattie che necessitano di un trattamento d’urgenza (ictus, infarto, fratture, emergenza chirurgica, coma etc) ma anche di riacutizzazioni di malattie croniche (diabetem insufficienza renale, insufficienza respiratoria etc).

Non sono infrequenti problematiche di tipo sociale dovute alla solitudine, all’indigenza o alla mancata assistenza da parte dei servizi socio-sanitari.

I rischi dell’ospedalizzazione e la loro prevenzione

Il ricovero ospedaliero comporta un rischio elevato di complicazioni dovuto alle note fragilità dell’anziano e alla mancanza di un piano infermieristico mirato. Tra le varie complicanze possiamo trovare uno stato confusionale acuto, determinato da cause ambientali come la deprivazione sensoriale e l’isolamento ma anche da effetti collaterali derivanti dall’assunzione di farmaci, disidratazione, malnutrizione, disidratazione e squilibri idroelettrici.

E’ molto importante cercare di far mantenere all’anziano le sue abitudini quotidiane ed informarlo su ciò che accade attorno a lui, su ciò che gli verrà fatto e sulla durata dei programmi previsti.

Il disorientamento spaziale e temporale può manifestarsi pochi giorni dopo il ricovero ed è dovuto, in particolar modo, alle modificazioni sensoriali ed all’estraneità dell’ambiente in cui l’anziano si viene a trovare. La presenza di un familiare può aiutare notevolmente il paziente e la sua gestione nonchè evitarne un inutile assunzione di farmaci (sedativi etc.).

L’incontinenza può insorgere a seguito di un ricovero a causa di immobilizzazione, distanza eccessiva dai servizi igienici, carenza o assenza di famigliari o personale ospedaliero, fattori psicologici come la depresisone o lo stato confusionale. Altre cause dell’incontinenza possono essere di tipo iatrogeno come l’eccessiva sedazione, i diuretici, l’assunzione di farmaci e interventi chirurgici.

La sindrome da immobilizzazione costringe l’anziano a letto e ne rende più difficoltosa la ripresa dell’attività fisica, compromettendone anche l’autosufficienza. Per evitarne il decadimento è consigliabile mantenere a letto l’anziano per il minor tempo possibile, cambiarne spesso la posizione durante le 24 ore, adottare corrette posture, massima igiene, e porre l’allettato in posizione semi-seduta quando possibile.

Occorrerà quindi stimolare il paziente a muoversi, cercando di invitarlo a svolgere da solo tutte quelle attività che può compiere in autonomia (andare in bagno, indossare vestiti, mangiare e bere etc.). I familiari saranno di grande aiuto in tal senso soprattutto se edotti opportunamente.

Prevenire la sindrome da immobilizzazione significa anche prevenire tutte le complicanze che ad essa sono correlate: piaghe da decubito, stipsi, broncopolmonite, tromboflebite etc.

Disidratazione e denutrizione sono altre complicanze che è opportuno evitare, e lo si può fare in modo semplice mediante l’osservazione costante dell’allettato ed una corretta alimentazione (segnalando eventualmente agli OSS o agli infermieri eventuali anomalie).

Le indagini terapeutiche e diagnostiche che vengono effettuate in ambiente ospedaliero possono anch’esse essere fonte di stress per l’anziano, molto più di quanto lo siano per i giovani o gli adulti ospedalizzati, teniamone conto.

Per l’anziano l’ingresso in ospedale (come in casa di riposo) è solitamente fonte di grande stress e disorientamento. Il nuovo ambiente, le nuove abitudini tendono a disorientare l’anziano che si trova spaesato al di fuori del proprio ambiente domestico.

Spesso l’anziano non comprende nemmeno appieno i motivi che l’hanno portato al ricovero ed è quindi buona norma mettere subito a proprio agio il paziente, rassicurandolo e fornendogli tutte le informazioni necessarie (orari, servizi, personale da contattare etc).

Per rendere questo nuovo ambiente più confortevole e farlo sentire maggiormente sicuro si dovrà prestare attenzione a porre il campanello ed il comodino sempre a portata di mano nonchè porre in postura e confortevole il malato nel suo letto anche mediante l’utilizzo di cuscini aggiuntivi. Carrozzina, comoda ed eventuali ausili dovranno sempre essere a portata di mano.

Come già detto in un altro articolo dovremmo prestare attenzione: allo stato nutrizionale del paziente, cura ed igiene della persona, la presenza di segni d’incontinenza, la capacità di alimentarsi, la manifestazione di deficit motori, dell’udito o della vista, la presenza di tremori, l’orientamento e la lucidità, da verificare inoltre l’eventuale necessità di apparecchi protesici, ausili o tutori.

Chi assiste l’anziano allettato dovrà segnalare, senza indugio, al personale medico-infermieristico qualsiasi variazione correlata alle capacità anzidette.

 



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