L’idratazione e la disidratazione negli anziani

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La disidratazione è uno dei problemi comuni durante l’invecchiamento e con il trascorrere degli anni il “centro di controllo della sete” collocato nel cervello tende a perdere la sua funzionalità inducendo la persona a bere di meno.

Anche i reni perdono la loro capacità di risparmiare l’acqua eliminando urine più concentrate.

Se l’anziano soffre di malattia acuta con stati febbrili ė necessario assicurarsi che beva a sufficienza poiché con la disidratazione tende a calare la pressione arteriosa, possono verificarsi infezioni polmonari, può peggiorare la funzionalità dei reni con possibile blocco renale e si può verificare una sofferenza cerebrale anche di gravi condizioni.

È quindi indispensabile fornire all’organismo:

  • Un corretto apporto di liquidi (1 litro / 1 litro e mezzo al giorno)
  • Assumere frutta e verdura in discreta quantità
  • Aumentare i liquidi assunti in caso di febbre elevataIn presenza di vomito e diarrea si verificano ulteriori perdite di liquidi e possono comparire i segni della disidratazione (pelle e lingua asciutte, riduzione della diuresi giornaliera, sonnolenza).

Prestare attenzione alle persone che non sono in grado di assumere liquidi in autonomia. Se l’anziano non è più in grado di assumere liquidi per via orale occorre avvisare il medico affinché provveda alla somministrazione per via venosa.

 



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