Pressione nell’anziano come gestirla

Pressione nell’anziano come gestirla


Monitorare la pressione arteriosa è sempre importante, in particolare quando si tratta di una persona anziana. La pressione da considerare è sia quella ottimale, ovvero il livello che permette al cuore di poter lavorare senza problemi, che quella da ritenere possa esprimere i valori normali. Con tale attributo, si indicano i valori oltre i quali la salute del soggetto è a rischio.

E’ fondamentale quindi conoscere quali debbano essere i valori della pressione negli anziani, così da intervenire laddove questi risultino fuori dalla norma.

Superati i 60 anni circa, la pressione sanguigna è generalmente più alta della norma. In pratica, i valori della pressione sistolica, i valori della massima quindi, si alzano. Ciò si verifica perché i vasi arteriosi tendono a diventare più rigidi e questo dipende dall’invecchiamento che avanza.

L’ipertensione in vecchiaia è piuttosto diffusa quindi, riuscire a mantenere i livelli entro i limiti corretti è importante, al fine di limitare il rischio cardiovascolare. L’ipertensione si segnala oltre i 140/90 mmHg.

Ma quali sono i valori medi per una persona anziana?

In genere i medici indicano i seguenti: da 83 a 91 per la minima e da 121 a 147 per la massima.

Quando la pressione risulta alta, si può reagire andando a modificare il proprio stile di vita, a cominciare dalla dieta. L’alimentazione è fondamentale ma anche dedicare una parte della giornata all’attività fisica gioca un ruolo primario.

La somministrazione di farmaci sarebbe da escludere nel primo periodo. Occorre sottolineare che, se non avvengono dei controlli, generalmente l’anziano che soffra di pressione alta non ha particolari sintomi e le conseguenze di questa tendono a manifestarsi seriamente dopo tanti anni.

Esistono però casi in cui la pressione alta invece si evidenzia chiaramente, generando una crisi ipertensiva, i cui sintomi sono:

  • Ronzii alle orecchie, mal di testa, vertigini, sudorazione fredda;

L’ipertensione non deve essere chiaramente ignorata, poiché i danni gravi che potrebbe comportare sono:

  • Astenia, alterazioni visive, acufeni, impotenza, cefalea nucale, etc.

A questi ultimi si aggiungono danni ben più gravi che vanno a determinare ischemia cardiaca, problemi ai reni, fino all’alterazione delle funzioni cerebrali.

Se invece parliamo di ipotensione, ovvero di pressione più bassa del normale, allora la situazione è meno grave.

In genere, un anziano soffre di pressione bassa durante i periodi caldi dell’anno e questo rientra nella normale reazione di un organismo, per di più indebolito dall’invecchiamento. Nei casi di ipotensione comunque possono rilevarsi diversi gradi di manifestazione del problema.

L’anziano può avere dei capogiri quando si alza da una sedia e cambia posizione, in questo caso deve sdraiarsi e riposare fino a quando il tutto non è rientrato. Oppure l’anziano potrebbe subire un calo improvviso ed evidente della pressione, con una rallentamento del battito cardiaco rischiando uno vero e proprio shock, nei casi più gravi. Bandito l’alcol, così come la vita sedentaria.

Anche per il controllo dell’ipotensione bisogna condurre uno stile di vita equilibrato, con una alimentazione povera di grassi ma ricca di frutta e verdura, senza eccedere nell’alcol e cercando di non superare un livello di chili che denotino obesità.



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